La riforma del Diritto Societario e della Normativa sugli Investimenti in Vietnam

Il Vietnam, con una crescita vicina al 6% nel 2014, si presenta come una delle economie più dinamiche del sud est asiatico. Il percorso di crescita, in atto da diversi anni, è stato supportato da una serie di riforme compiute negli ultimi 10 anni nel campo del diritto tese a ravvicinare il sistema vietnamita agli standard internazionali.

A tal proposito si ricorda la riforma del diritto societario (Law on Enterprise e Law on Investment) del 2005 e la riforma in tema di disciplina dei contratti del 2007.

Il governo vietnamita ha fissato per il 2015 i seguenti obiettivi da raggiungere:

  • Crescita del Pil al 6,2 per cento;
  • Tasso di inflazione al 5 per cento;
  • Deficit di bilancio al 5 per cento.

Al fine di raggiungere tali obiettivi il governo ha deciso di implementare una serie di riforme per agevolare, in particolar modo, la crescita delle imprese private (in gran parte PMI).

Nel campo del diritto il 26 Novembre 2014 l’Assemblea Nazionale del Vietnam ha approvato una legge che modifica le precedenti LOE (Law on Enterprise) e LOI (Law on Investments) del 2005 soprarichiamate, che entrerà in vigore dal 1° luglio 2015. In questo articolo, cercheremo di analizzare i principali cambiamenti intervenuti.

Legge sugli investimenti: attuale normativa

La Legge sugli investimenti vietnamita prevede diversi requisiti a seconda che si tratti di investimenti esteri o nazionali. La Legge del 2005 attualmente in vigore ha generato una notevole confusione riguardo alla percentuale di quote/azioni detenute da soci stranieri, affinché una società possa essere considerata soggetta:

  • alla disciplina ordinaria
  • piuttosto che alla disciplina per le società con partecipazione di capitale straniero (denominate fino ad ora FIE).

La differenza tra l’una e l’altra figura è rilevante in quanto, secondo la legge vigente, una FIE è soggetta a requisiti di autorizzazione più rigorosi e altre restrizioni che si applicano per gli investitori stranieri. In merito sono emerse in questi anni diverse interpretazioni da parte delle autorità locali vietnamite, non avendo la legge previsto delle regole precise.

  • Alcune hanno considerato una società come rientrante tra quelle a capitale straniero anche se la partecipazione straniera era minima (maggiore dell’1%)
  • mentre altre, interpretando estensivamente la norma, hanno affermato che, affinché una società sia soggetta alla disciplina per le società a capitale straniero la partecipazione del socio straniero deve essere una partecipazione di maggioranza.

L’incertezza generata dall’ambiguità della norma ha di fatto frenato, in alcuni settori, gli investitori esteri.

Legge degli investimenti: nuova normativa

La riforma che entrerà in vigore il prossimo luglio ha risolto il problema rimuovendo il concetto di FIE e introducendo il concetto di "organizzazione economica con capitali di investimento stranieri" (denominata FIEO). Secondo la nuova disciplina, i requisiti più severi previsti per le società a capitale straniero (sia per l’ottenimento delle licenze che altre tipologie di restrizioni) saranno applicabili ad una FIEO soltanto se:

a) il 51% o più del capitale sociale è detenuto da investitori stranieri;
b) il 51% o più del capitale sociale è detenuto da un'impresa ai sensi del paragrafo a);
o
c) il 51% o più del capitale sociale è detenuto da un investitore straniero e da un’impresa (congiuntamente) aventi le caratteristiche di cui ai precedenti punti a) e b).

Al fine di consentire comunque ad un’impresa straniera (o investitore straniero) di poter controllare la società anche senza detenere il 51% del capitale sociale, la nuova normativa prevede la possibilità che vengano emesse azioni senza diritto di voto. In tal modo un partner nazionale potrebbe avere il 51% del capitale, ma con un peso specifico inferiore per quanto riguarda il potere decisionale, favorendo così l’incremento degli investimenti esteri, anche in settori prima ritenuti non strategici proprio a causa della mancanza del potere di amministrare liberamente la società.

Altro fattore che di fatto ha ostacolato gli investitori stranieri sino ad oggi è dato dal limite, previsto dalla legislazione vigente, che riguarda la quota massima di capitale consentito agli investitori stranieri, pari al 49%, nelle società quotate. Negli ultimi mesi le autorità vietnamite (compresa la State Securities Commision) hanno discusso la possibilità di aumentare tale quota dal 49% al 60%. Successivamente all’emanazione della nuova legge, nel corso del Vietnam Business Forum tenutosi il 2 Dicembre 2014, il governo vietnamita ha annunciato che tale provvedimento sarà emanato con un decreto che dovrebbe entrare in vigore ad ottobre 2015. Il principio che il governo vietnamita vorrebbe seguire d’ora in avanti è la rimozione di ogni limite per quanto riguarda le quote, salvo casi particolari che verranno espressamente previsti dalla legge per settori di rilevante interesse nazionale.

Altra novità introdotta dalla nuova normativa riguarda la disciplina dei quorum deliberativi. Mentre la legge attuale prevede un quorum del 65% per le delibere ordinarie e del 75% per quelle speciali, la novella introduce un abbassamento dei quorum rispettivamente al 51% e al 65%. Da più parti è stato fatto notare che però tale previsione parrebbe riguardare soltanto le società per azioni e non le società a responsabilità limitata. Le autorità hanno chiarito, seppur non in via ufficiale, che per quanto riguarda le società a responsabilità limitata, l’autonomia statutaria riconosciuta alle società a responsabilità limitata consente comunque di abbassare i quorum minimi previsti dalla legge. Per quanto riguarda invece i quorum costitutivi la nuova legge ha ridotto il quorum necessario per l’assemblea degli azionisti che, mentre nella disciplina attuale prevede il 65% in prima convocazione ed il 51% in seconda convocazione, prevede invece un quorum del 51% e del 33% rispettivamente in prima e seconda convocazione.

Rilascio delle licenze: attuale normativa

Altra importante modifica riguarda le procedure per il rilascio delle licenze. Secondo la legge attualmente vigente, per il rilascio delle licenze autorizzative sono previsti regimi differenti a seconda se l’impresa richiedente sia:

  • a capitale vietnamita
  • oppure a partecipazione straniera.

Mentre il procedimento per le imprese domestiche è relativamente semplice e con tempistiche brevi (qualche settimana), per le imprese a partecipazione straniera l’iter è molto più farraginoso e richiede diversi mesi (in alcuni casi sono stati necessari anche sei mesi).

Rilascio delle licenze: nuova normativa

La nuova normativa prevede invece, per le imprese a partecipazione straniera, soltanto il rilascio di un Certificato di Registrazione per gli investimenti (denominato IRC), richiesto soltanto nei casi sopramenzionati a), b), c) dove la quota di partecipazione straniera è pari o superiore al 51%.
La nuova legge ha, inoltre, semplificato anche l’iter, passando da tre fasi (registrazione della domanda, valutazione, e rilascio del certificato) a due fasi, eliminando la fase della valutazione che è quella che fino ad oggi è risultata più complessa e di lunga durata. L’intenzione del legislatore è quella di ridurre la durata di tale procedimento a soli 15 giorni, anche se bisogna attendere l’effettiva entrata in vigore della legge per vedere se le autorità locali saranno in grado di rispettare la tempistica prevista dalla legge. Bisogna tener conto che i soggetti delegati all’approvazione di tali licenze sono diversi (dall’Assemblea nazionale ai Comitati popolari provinciali a seconda delle dimensioni e della tipologia di investimento) e, conseguentemente, il rispetto delle tempistiche previste dalla  nuova normativa sono da considerarsi indicativi.

Altre novità introdotto in tema di governance d’impresa

Per quanto riguarda invece la governance dell’impresa la  nuova normartiva consente maggior flessibilità per quanto riguarda le gestione interna, consentendo ad esempio la possibilità di partecipare alle assemblee anche con modalità alternative come la videoconferenza, nonché di votare anche a distanza, per corrispondenza o attraverso modalità elettroniche ( la norma parla di voto espresso attraverso le più moderne tecnologie digitali). Altra innovazione è data dalla possibilità, (dopo aver disciplinato con maggior dettaglio gli obblighi ed i doveri del rappresentante legale) per l’impresa di avere più rappresentanti legali (fino ad oggi non consentito).
Al fine di favorire una maggior trasparenza la nuova legge ha inoltre introdotto ulteriori obblighi di comunicazione e divulgazione, che dovrebbero rendere più agevole la realizzazione di una due diligence in caso di operazioni di M&A, così come altri obblighi di comunicazione al “registro delle imprese” in merito agli amministratori, manager, e relativi cambiamenti delle cariche , da effettuare entro 5 giorni dalla deliberazione.

Un’altra novità riguarda le regole di corporate governance, volte ad accrescere la qualità della gestione delle imprese vietnamite in linea con gli standard internazionali. Tali misure mirano a:

  • migliorare la partecipazione degli azionisti e la supervisione delle attività della società,
  • dare ruoli e responsabilità chiaramente definiti nella gestione ( è stata introdotta anche la possibilità di creare comitati di gestione/controllo)
  •  garantire maggiori diritti agli azionisti di minoranza.

A titolo di esempio, la nuova legge consente l’esercizio, nelle società quotate, ad una minoranza di almeno l’1%, dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori .

È da segnalare infine che il governo vietnamita, in una recente nota, ha dichiarato che, prima dell’entrata in vigore della legge, provvederà all’emanazione di ulteriori decreti attuativi finalizzati a chiarire le modalità operative delle nuove norme.

Conclusioni

In conclusione la nuova legge che entrerà in vigore il prossimo luglio dovrebbe portare al superamento delle ambiguità generate dalle precedenti leggi del 2005 e semplificare il processo di investimento da parte degli investitori esteri, favorendo così un aumento delle operazioni di M&A e creando i presupposti per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle linee strategiche del Vietnam per i prossimi anni.

Avv. Alessandro Russo