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Truffe online a danno delle aziende esportatrici: come tutelarsi?

Recentemente aziende del Nord Ovest hanno ricevuto ordini di acquisto online da importatori di Estremo Oriente e Africa Sub-Sahariana.

A questi ordini sono allegate bozze di contratto commerciale che presentano termini di pagamento apparentemente vantaggiosi per l'esportatore. Viene proposta la divisione in percentuali uguali tra compratore e venditore delle spese di registrazione del contratto nel paese del compratore o il pagamento anticipato di spese per autorizzazioni valutarie locali.

Effettuato il pagamento, il presunto importatore non è più reperibile. I costi di recupero del credito in genere vanificano il recupero del danno quantificabile in poche migliaia di euro.

Commentiamo alcune clausole del contratto commerciale in inglese inviato all’esportatore italiano (un estratto è riproposto in allegato) .

La prima considerazione riguarda il tipo di linguaggio che non è tipico di un operatore abituale nel commercio internazionale. La consulenza di uno Specialista estero della vostra banca consente di verificare l’appropriatezza e chiarezza dei termini inglesi utilizzati.

Termini di pagamento

E’ uso nel commercio internazionale che il pagamento anticipato, generalmente in una percentuale del 15% del valore della fornitura sia eseguito a presentazione da parte della banca del beneficiario di una “Garanzia di restituzione dell’acconto” (Advance Payment Bond) nel caso che la fornitura non abbia luogo. Il contratto allegato all’art. 8.1 prevede un pagamento anticipato nella misura del 30% senza richiesta di tale garanzia: per l’esportatore un costo ed una complicazione in meno.

Sempre all’art. 8.1 il wording in inglese è confuso. E’ scritto:
the buyer should open an irrevocable 30% TT 30 days before shipment date in favor of the seller for the full contract value…..”.

Il 30% sembra riferirsi a un pagamento anticipato: il termine T/T è in alcuni casi usato per definire il bonifico internazionale (telegraphic transfer). La costruzione della frase è tale che sembra che il bonifico sia “Irrevocable” mentre questo è un termine legato al linguaggio dei crediti documentari.

Nei contratti commerciali il credito documentario è generalmente trattato in apposite clausole o allegati contrattuali che ne definiscono con precisione il testo e la tempistica per l’emissione. In questo contratto non è stabilito quando avverrà l’apertura del credito documentario da parte della banca estera.

Viene invece inserita una frase come:
Letter of credit please to be opened under the following address

laddove sarebbe bastata l’indicazione dell’indirizzo SWIFT della banca del beneficiario. Una clausola approssimativa, non tecnica e forse volutamente incompleta.

Incoterms

All’articolo 9, “Terms of Payment” si indica resa merce EXW ovvero “Franco Fabbrica” su INCOTERMS 2000. Gli esportatori preferiscono EXW come resa merce che pone a loro carico il minimo di obbligazioni. Si potrebbe tuttavia far notare all’esportatore che:

  • gli INCOTERMS non si traducono come “Terms of Payment” ma come “Trade Terms”
  • gli INCOTERMS in vigore sono quelli del 2010 (si possono ancora usare quelli del 2000, tuttavia la ridefinizione di EXW negli INCOTERMS 2010 è più precisa rispetto al caricamento della merce e di maggior tutela per il venditore rispetto alla precedente)
  • la corretta scrittura della resa merce in un contratto commerciale deve essere formulata come segue: EXW ….. (luogo convenuto per la consegna) INCOTERMS® 2010.

Una resa merce “Franco Fabbrica” non è la più indicata con un mezzo di pagamento come il credito documentario in quanto l’esportatore, non essendo la parte che sceglie il vettore, dipende dal compratore per l’ottenimento del documento di trasporto. Devono essere messe in atto delle tutele particolari soprattutto nel caso di trasporto via mare.

Documenti di spedizione

All’Art. 10 “Shipping Advice” è citata la polizza di carico: B/L (bill of lading). Tra i documenti di spedizione citati all’art. 11-Shipping Documents questo documento non c’è. Queste “incongruenze” sono in genere aspetti sui quali si deve fare chiarezza prima della firma di un contratto commerciale. La Polizza di Carico è un documento rappresentativo della merce il cui possesso ne consente il ritiro. E’ quindi una tutela per l’esportatore che sia inserito tra i documenti di spedizione.

Arbitrato

L’Art. 17 “Arbitration” prevede che le parti si rivolgano al “Tribunale di Varsavia”. Le parti sono un esportatore italiano ed un compratore di un paese del Far East.

Clausola anomala sia per la scelta di un tribunale statale in una clausola che fa riferimento ad una Corte Arbitrale che per la scelta del paese a cui far riferimento in caso di controversia. Vi sono interrogativi che dovrebbero essere chiariti prima della firma con il supporto di un legale esperto di contrattualistica internazionale.

Un’ultima considerazione sull’Art. 20 “Notar”: l’entrata in vigore del contratto è subordinata alla firma ed alla registrazione presso notaio in ……………………(città del paese del compratore).

Dopo questa registrazione il contratto entrerà in vigore. La suddivisione delle spese è stata concordata fuori contratto tra le parti.

Conclusioni

L’esportatore ha firmato il contratto commerciale e pagato con bonifico bancario la sua quota per la registrazione del contratto non avvalendosi dell’assistenza di uno Specialista Estero e di un Legale esperto di contrattualistica internazionale.

Quando l’esportatore si è rivolto alla banca per ottenere informazioni sul committente si è scoperta la truffa.  

L’oggettiva difficoltà nel rintracciare il presunto acquirente ed i costi di recupero del credito raffrontati ad un danno per l’esportatore di circa 2.000 euro hanno precluso lo sviluppo di ulteriori azioni. 

Diego Comba e Nicola Garofalo