Incoterms 2000: il gruppo D

L’ultima parte dello Speciale sugli Incoterms 2000 è dedicata al gruppo D (Delivered reso, o consegnato a destino) che comporta le obbligazioni maggiori per il venditore, sia in termini di costi che di rischio.

Il rischio passa dal venditore al compratore con l'arrivo della merce nel luogo di consegna convenuto a destino.

1. DAF – “Delivered at frontier… named place"
("Reso frontiera… luogo convenuto" – es. DAF Chiasso).

Il venditore deve consegnare la merce, a propri rischi e spese, alla frontiera di destinazione convenuta. A partire da questo momento le spese e i rischi, anche per lo scaricamento se necessario, si trasferiscono al compratore.
Il venditore non solo stipula il contratto di trasporto, ma adempie anche a tutte le formalità doganali all'export nel Paese di partenza.

Il compratore deve ritirare la merce messa a disposizione alla frontiera nel punto convenuto, sostenendo tutte le spese relative da questo momento in poi.
Può accadere che il compratore richieda al venditore anche assistenza per le operazioni doganali e di transito attraverso terzi paesi.

Considerazioni

Quando le parti concordano la frontiera convenuta per la consegna, occorre fare attenzione a indicare nel contratto non solo il suo esatto nome geografico (Brennero, Kufstein, Chiasso, ecc.) ma anche quello del valico quando la frontiera ne preveda più di uno (es. Ponte Chiasso e Chiasso).

2. DES – “Delivered ex ship… port of destination"
("Reso bordo nave… porto di destinazione" – es. DES Tokio Port).

Il venditore:

  • consegna la merce a bordo della nave nel porto di destinazione convenuto senza compiere le operazioni doganali all’import
  • stipula il contratto di trasporto, sopportando tutti i rischi e i costi fino all'arrivo della nave nel porto di destinazione convenuto e adempie alle formalità doganali all'export.

Gestendo tutta l’operazione di trasporto, il venditore procurerà, a suo onere e rischio, tutta la documentazione necessaria per realizzare l’esportazione, oltre a quella necessaria al compratore per prendere in consegna la merce dalla nave.

Il compratore è tenuto a ritirare la merce messa a disposizione a bordo della nave nel porto di destinazione convenuto e provvedere, a proprie spese, allo scaricamento della merce.

3. DEQ – “Delivered ex quay (duty paid)… port of destination"
("Reso banchina sdoganato… porto di destinazione" – es. DEQ Tokio port).

Il venditore:

  • consegna e scarica la merce sulla banchina del porto di destinazione convenuto, senza compiere le operazioni doganali all’importazione
  • stipula il contratto di trasporto e si assume tutti i rischi e le spese fino alla consegna della merce sulla banchina del porto di destinazione e effettua gli adempimenti doganali all'export.

Il compratore deve ritirare la merce ed effettuare lo sdoganamento della merce all'import.

Considerazioni

È bene ricordare che le clausole del gruppo D comportano l’obbligo per il compratore di prendere in consegna la merce non appena questa sia stata messa a sua disposizione dal venditore nei termini previsti.

È possibile, talvolta, che il venditore non tenga conto dei tempi di presa in consegna pattuiti con il compratore e, in tal caso, si possono presentare due diverse situazioni:

  • se le merci sono messe a disposizione del compratore prima del tempo concordato, quest’ultimo non è obbligato a ritirarle e tutti i relativi rischi e oneri (per soste, deposito, custodia ecc.) saranno a carico del venditore
  • se le merci vengono messe a disposizione del compratore in ritardo rispetto alla data concordata, il compratore può ritenere responsabile il venditore e considerare la sua inadempienza come causa di annullamento del contratto di vendita.

4. DDU - “Delivered duty unpaid… place of destination"
("Reso non sdoganato… luogo di destinazione" – es. DDU Zurigo, Switzerland).

Il venditore:

  • consegna le merci nel luogo di destinazione convenuto nel Paese del compratore
  • stipula il contratto di trasporto sopportando rischi e costi relativi fino alla consegna della merce nel luogo convenuto, fatta eccezione per lo scaricamento della merce dal mezzo del venditore e lo sdoganamento all’import
  • effettua le formalità doganali all'export.

Il compratore deve prendere in consegna la merce messa a sua disposizione nel luogo di destinazione convenuto.

Considerazioni

Tale clausola risulta particolarmente onerosa per il venditore, soprattutto quando il luogo convenuto per la consegna è situato dopo la linea doganale. In tal caso pur trasferendo sul compratore l’operazione doganale, il venditore non è per questo liberato dal rischio di mancata esecuzione del contratto.

Se, infatti, lo sdoganamento fosse ostacolato per motivi legati a rischio paese (restrizioni, divieti, vincoli di varia natura) o a negligenza del compratore, la nazionalizzazione delle merci sarebbe impedita e il venditore si troverebbe nell’impossibilità di perfezionare la consegna.

Per questo motivo, sarebbe opportuno che l’operazione fosse curata dal venditore attraverso intermediari locali di sua fiducia (uno spedizioniere, per esempio, o un suo rappresentante fiscale, ecc.).

5. DDP - “Delivered duty paid… place of destination"
("Reso sdoganato… luogo di destinazione" – DDP Denver, Usa).

Questa clausola ha la stessa portata del DDU, con la differenza che il venditore sopporta anche gli obblighi relativi allo sdoganamento della merce all'import.

Questo termine rappresenta la massima obbligazione del venditore che si assume il più ampio cumulo di oneri e rischi. Il venditore, infatti, dovrà stipulare il contratto di trasporto, sostenere i rischi e i costi relativi al trasporto della merce fino al luogo di consegna convenuto e effettuare le operazioni di sdoganamento sia all’import che all’export.

Considerazioni

Avendo il compito di effettuare l’operazione doganale, il venditore ha facoltà di scegliere la dogana di suo interesse, compatibilmente con le esigenze di itinerario, tempi di consegna, richieste del compratore, ecc.

Allo stesso tempo dovrà assicurarsi di non avere difficoltà a destino nell’espletamento di atti amministrativi e burocratici (rilascio di autorizzazioni, licenze, pagamento di tasse locali, ecc.).

L’incapacità del venditore di risolvere nel paese di destinazione questi problemi legati all’importazione, gli precluderebbe inevitabilmente la vendita, con l’aggravio dei costi fino a quel momento sostenuti e di quelli da sostenere per il rimpatrio della merce.

Con la vendita DDP il venditore ha un’arma competitiva rispetto ai concorrenti, in quanto il compratore è esonerato da qualsiasi incombenza e può confrontare prezzi finiti.

Tuttavia, tale clausola va adottata con molta oculatezza: si pensi ad esempio al fatto che alcune imposte locali o territoriali (quelle corrispondenti alla nostra Iva, per esempio) non possono essere scaricate da un non residente. O al fatto che tali imposte possono variare in tempi molto brevi.

È, dunque, consigliabile, se proprio si ritiene opportuno vendere DDP per motivi di marketing o competizione, almeno precisare che tali imposte vengano pagate dall’importatore residente.

Conclusioni

Gli Incoterms consentono al venditore/esportatore di:

  • fornire un servizio completo al cliente e di raggiungere un elevato vantaggio competitivo (il compratore in genere predilige la consegna a destino)
  • minimizzare i rischi legati alla compravendita (si pensi all’importanza di gestire il trasporto nelle operazioni documentarie).

Domenico Del Sorbo

(Quinta e ultima parte dello "Speciale Incoterms 2000")