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Il canale digitale per l'internazionalizzazione


Rispondi a queste 10 domande per aiutarci a capire in che modo utilizzi il canale digitale per favorire l'internazionalizzazione della tua impresa.

1 Hai mai utilizzato Internet per:
Acquistare materie prime, semilavorati, prodotti da fornitori stranieri
Acquistare tramite marketplace internazionali
Partecipare ad aste on line
Vendere prodotti all'estero utilizzando il sito aziendale
Vendere tramite siti di E-commerce (Amazon, Ebay, big player multiprodotto)
2 Quali sono i tuoi mercati esteri di riferimento?
Europa
Mediterraneo
Africa Subsahariana
Medio Oriente
Asia e Oceania
Nord America
Sud America
3 In quali lingue è tradotto il sito Internet della tua azienda?
EN
ES
FR
DE
RU
4 Il sito è visualizzabile e navigabile da smartphone e tablet?
No
Sì, con servizio Mobile commerce
5 Quali servizi offre il sito?
Contenuti interessanti costantemente aggiornati (Blog, E-mail newsletter, Video tutorial)
Offerte promozionali riservate agli utenti registrati
Possibilità di compilare e inoltrare via Web l'ordine d'acquisto
App per la Geo-localizzazione del cliente
Integrazione con i social
E-learning
6 Come promuovi il tuo sito nel mondo?
Costante aggiornamento dei contenuti per costruire un buon posizionamento fisiologico
SEO e annunci su Google
Campagne di E-mail marketing
Advertising su magazine digitali, acquisto banner...
Presidio canale social (You Tube, Linkedin, Facebook, Twitter)
Tramite i siti che comparano i prezzi dei prodotti
7 Ritieni di avere la struttura organizzativa e gli strumenti tecnologici ed editoriali adeguati per promuovere il brand e i prodotti on line?
Sì, ho una buona piattaforma e personale con competenze specifiche
Utilizzo una buona piattaforma, ma non dispongo di risorse umane adeguate
Ho validi collaboratori, ma la piattaforma è obsoleta e conto di cambiarla
Esternalizzo il servizio a società di consulenza e agenzie specializzate in ambito digitale
8 Saresti interessato ad aprire un negozio online per vendere negli USA tramite il sito di e-commerce Amazon.com?
No
9 Conosci le nuove norme, in vigore dal 14 giugno, che regolano le vendite on line (Decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n. 21)?
Sì, riguardano gli obblighi di informazione precontrattuale, i requisiti formali dei contratti on-line, il diritto di recesso e la tutela giurisdizionale
Ne ho sentito parlare, ma non ho ancora apportato le modifiche necessarie per adeguarmi alle nuove norme sulla vendita a distanza
No
10 Sei interessato a partecipare ad un incontro di aggiornamento su queste novità normative?
No



Grazie per il prezioso contributo.
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Questionario compilato

Ti ringraziamo per averci dedicato la sua attenzione e ti auguriamo buona lettura.



 


Agevolazioni e incentivi del sistema fiscale olandese

Il sistema fiscale olandese offre particolari agevolazioni e incentivi che lo rendono attraente per gli imprenditori italiani.

Uno dei maggiori vantaggi del regime fiscale olandese è rappresentato dalla possibilità di ottenere un parere fiscale preventivo. Si tratta di pareri rilasciati dalle autorità fiscali circa le conseguenze fiscali di una struttura o attività proposta. Di norma un parere fiscale preventivo prende la forma di accordo di determinazione preventiva tra le autorità fiscali ed il contribuente.

Tale accordo vincola le autorità fiscali a tassare in una determinata maniera le attività del contribuente.

Il vantaggio principale per il contribuente è quello di ottenere immediata certezza circa le conseguenze fiscali di una transazione o di un investimento. Di norma i pareri fiscali sono redatti e negoziati da consulenti fiscali olandesi specializzati.

Esenzione sulle partecipazioni

L’esenzione sulle partecipazioni è uno dei vantaggi per cui numerose società scelgono l’Olanda quale sede delle loro holding. Consiste in un’esenzione totale inerente tutti i benefici generati da partecipazioni societarie rilevanti, sia all’interno che all’esterno del territorio olandese. Tali benefici riguardano tutti i tipi di dividendo e di plusvalenza su capitale.

Condizioni

Si considera sussistere una partecipazione laddove:

  • l’entità olandese detenga non meno del 5% del capitale versato di una società controllata residente/non residente
  • le attività della società controllata non annoverino proprietà immobiliari per il 90% del proprio patrimonio complessivo.

Tutti i costi associati a una partecipazione azionaria sono detraibili. Le perdite generate dalla liquidazione di una partecipazione azionaria possono essere compensate a determinate condizioni.

Trattati fiscali

L’Olanda vanta una vasta rete di trattati, siglati con oltre 60 paesi, volti a evitare la doppia imposizione. La maggior parte dei trattati fiscali prevede la riduzione della ritenuta alla fonte sui dividendi in uscita. In Olanda sono inoltre esenti da tassazione i dividendi ricevuti da società residenti aventi diritto all’esenzione sulla partecipazione azionaria.

Spesso grazie ai trattati fiscali l’importo delle ritenute alla fonte sui dividendi pagati da una società controllata alla controllante olandese viene ridotto a zero. Si tratta di una caratteristica peculiare dei trattati fiscali olandesi. Infatti i trattati fiscali della maggior parte degli altri paesi non prevedono una simile riduzione e di norma l’aliquota della ritenuta alla fonte sui dividendi viene fissata tra il 5% e il 15%.

Tassazione a livello di gruppo

In determinate circostanze, una società controllante può essere soggetta a tassazione come gruppo assieme a una o più delle sue controllate. I vantaggi principali della tassazione a livello di gruppo sono rappresentati dal fatto che:

  • le perdite di una società possono essere compensate dagli utili di un’altra società del gruppo
  • le immobilizzazioni possono, in linea di principio, essere trasferite da una società del gruppo all’altra esenti da imposte
  • è necessario compilare solamente una dichiarazione dei redditi anziché dichiarazioni separate per ciascuna singola società del gruppo.

È possibile, su richiesta, terminare il trattamento a livello di gruppo.

Nessuna ritenuta alla fonte su royalty e interessi in uscita

Diversamente da quanto avviene nella maggior parte dei paesi, in Olanda la disciplina fiscale non prevede alcuna ritenuta alla fonte su royalty ed interessi in uscita. L’ammontare delle imposte trattenute può essere ridotto grazie all’applicazione dell’eventuale trattato fiscale.

L’assenza di ritenuta alla fonte su tali pagamenti, congiuntamente ad altre agevolazioni, fa dell’Olanda un paese assai attraente ai fini della pianificazione fiscale inerente le royalty e per il finanziamento delle società del gruppo.

Nessuna imposta sui conferimenti

Dal 1 gennaio 2006, è stata abolita l’imposta sui conferimenti, che era pari allo 0,55%, sul conferimento di capitali ad una società. Ciò significa che il conferimento di capitali a una società al momento della sua costituzione, così come ad ogni successiva integrazione del capitale azionario, non sarà soggetto ad imposta.

Decreto del 30%

L’Olanda prevede una speciale agevolazione per i lavoratori immigrati, vale a dire il cosiddetto “decreto del 30%” che consente al datore di lavoro un’esenzione presunta pari al 30% della remunerazione del dipendente. Il motivo sottostante a tale decreto è quello di coprire le spese extraterritoriali del dipendente in Olanda.

Il decreto del 30% si applica sia ai dipendenti con scarsa competenza specifica assunti in Olanda mentre erano ancora all’estero, sia ai dipendenti di grado medio o elevato oggetto di una rotazione delle mansioni dalle società di un gruppo a un datore di lavoro olandese.

Il decreto del 30% viene concesso per un periodo massimo di otto anni.

IVA e importazione di merci

Per gli imprenditori che importano merci da paesi extra UE può essere interessante applicare il ‘meccanismo di inversione contabile’.

Nella maggior parte degli Stati Membri dell’UE, l’IVA deve essere versata immediatamente al momento dell’importazione delle merci. L’importo versato può in seguito essere dedotto come anticipo sulle imposte e se ne può chiedere il rimborso. In Italia, in alcuni casi, possono trascorrere mesi prima che questo importo venga risarcito.

Grazie al meccanismo di inversione contabile, l’imposta sul valore aggiunto esigibile per le importazioni non deve essere dichiarata e versata al momento stesso dell’importazione, ma viene inclusa nella dichiarazione IVA periodica.

L’imprenditore dichiara quindi l’importo IVA dovuto per le importazioni nell’ambito della dichiarazione periodica, ma può anche dedurre quest’importo dalla stessa dichiarazione. Si tratta di un importante vantaggio in termini di liquidità.

Quest’agevolazione è disponibile anche per gli imprenditori che non sono attivi sul mercato olandese. Costoro possono farne uso semplicemente nominando un rappresentante fiscale sul territorio olandese. Naturalmente dopo l’importazione in Olanda le merci possono essere trasferite ad altri paesi.

Per l’applicazione di questo meccanismo d’inversione contabile occorre un’autorizzazione e devono essere osservate alcune disposizioni legali relative alla dichiarazione IVA ed altre formalità doganali.

Russo Van der Waal