Risultati sondaggio Il canale digitale per l'internazionalizzazione

Alla survey on line condotta a luglio da Newsmercati hanno partecipato 176 aziende che utilizzano Internet per competere all’estero.

I mercati esteri di riferimento delle aziende intervistate sono: Europa (29%), Nord America (18%), Asia e Oceania (14%), Medio Oriente (14%) e Mediterraneo (12%), Sud America (10%) e Africa Subsahariana (7%).

Il 31% acquista tramite il Web materie prime, semilavorati e prodotti da fornitori stranieri, mentre il 15% utilizza i marketplace internazionali per rifornirsi.

Sul fronte delle vendite, il 30% distribuisce all’estero tramite il sito aziendale. Il 15% vende invece tramite i siti di e-commerce (Amazon, Ebay, big player multiprodotto).

Servizi offerti

Solo il 57% dei siti presenta i contenuti tradotti in inglese. Le altre lingue più utilizzate sono il francese (15%), lo spagnolo (14%), il tedesco (9%) e il russo (5%).

Migliore la situazione per quanto riguarda la possibilità di visualizzare i contenuti anche tramite smart phone e tablet: il 70% afferma di avere la versione mobile. Solo il 2%, però, offre agli utenti il servizio di mobile commerce.

La consapevolezza che un buon sito deve innanzitutto offrire contenuti interessanti emerge da due risposte:

  • il 53% indica tra i servizi offerti "contenuti interessanti costantemente aggiornati (Blog, E-mail newsletter, Video tutorial…)"
  • il 40% sostiene di promuovere il sito all’estero tramite un "costante aggiornamento dei contenuti per costruire un buon posizionamento fisiologico".

Il 19% dei siti offre la possibilità di compilare e inoltrare via Web l’ordine d’acquisto, mentre il 10% offre sconti promozionali riservati agli utenti registrati.

Promozione del sito all’estero

  • Le aziende preferiscono le campagne di e-mail marketing (19%) al SEO e annunci su Google (11%)
  • L’Advertising su magazine digitali - acquisto banner (7%) supera la ricerca di visibilità sui siti che comparano i prezzi dei prodotti (3%)
  • Il presidio del canale social (You Tube, Linkedin, Facebook, Twitter) coinvolge il 20% delle aziende.

Risorse umane e tecnologiche

Il 29% delle aziende intervistate si avvale della collaborazione di società di consulenza e agenzie specializzate in ambito digitale.

Tra le aziende che non hanno esternalizzato il servizio di gestione editoriale:

  • il 28% dichiara di utilizzare una buona piattaforma e personale con competenze specifiche
  • il 25% ha validi collaboratori, ma la piattaforma è obsoleta e conta di cambiarla
  • il 18% utilizzo una buona piattaforma, ma non dispone di risorse umane adeguate.

La conoscenza delle norme che regolano le vendite on line entrate in vigore il 14 giugno 2014 (Decreto Legislativo 21 febbraio 2014, n. 21), è piuttosto limitata. Solo il 27% si dichiara informato, il 29% ne ha sentito parlare (ma non ho ancora apportato le modifiche necessarie per adeguarsi) e il 44% delle aziende non conosce l’intervento normativo.

Conclusioni

L’indagine Newsmercati conferma lo scenario descritto dal "Rapporto 2014 dell'Osservatorio sulle Pmi" di Global Strategy condotto su 327 aziende medio-piccole, selezionate all'interno di un campione di circa 8.000 (con un fatturato tra i 20 e i 250 milioni di euro annui).

Le Pmi eccellenti sanno che un buon sito e una piattaforma multilingua rappresentano un propulsore per la crescita all’estero. Investono in media il 5% del fatturato in ricerca e sviluppo e il 15% di tale importo viene dedicato allo studio di soluzioni digitali a supporto del business.

Il 93% delle imprese eccellenti ha un sito multilingua o almeno tradotto in inglese; il 46% utilizza i principali social network per aumentare la visibilità, quasi il 30% ha sviluppato applicazioni per il mobile.

"Cresce la convinzione che l’innovazione digitale non rappresenti più un’opportunità, ma una necessità per rafforzare il posizionamento competitivo".