Rischio Paese e nuove sanzioni alla Russia: difficoltà per l'export italiano

Da alcune analisi di valutazione del rischio paese emerge che la Russia, su una scala rischio che va da A1 (Rischio molto basso) a D (Rischio molto elevato), ha un rischio di tipo C (elevato). Questo è sicuramente un segnale di allarme dovuto alla alta volatilità del rublo, al rallentamento dell’economia (l’anno scorso è cresciuta solo dello 0.3% e per il 2015 è previsto una crescita negativa -3%) e alla crisi ucraina. A questo si aggiunge un indebolimento degli investimenti frenati soprattutto dalla mancanza di fiducia e dalle sanzioni.

Segnali non certo dei migliori soprattutto in un momento in cui l’export italiano verso questo Paese stava conoscendo un forte segno positivo, interessando in sostanza tutti i comparti, dalla meccanica all’agroalimentare, con ottimi margini. Insomma non buone notizie per le nostre imprese esportatrici che dovranno fare i conti con il rischio che importanti interlocutori russi (importatori, distributori e, in alcuni casi anche banche) dichiarino fallimento a causa di instabilità politica e prospettive economiche e finanziarie incerte.
Nel frattempo le sanzioni economiche verso la Russia vedono conseguenze economiche non soltanto per la Russia stessa ma, come da più parti si è sottolineato, anche per l’Europa, che sta pagando un altissimo costo proprio per l’elevata percentuale di export verso tale Paese. Si stima, infatti, che le sanzioni imposte dall'Ue alla Russia per la crisi ucraina sono costate ai ventotto Paesi Ue già 21 miliardi di euro di esportazioni.
Il 9 febbraio però, a Bruxelles, i ministri degli Esteri Ue hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia; sanzioni che potrebbero anche escludere Mosca dal circuito internazionale Swift di pagamenti interbancari, nonché l’allungamento delle persone o società soggette a embargo.
Questa situazione, che sembra in apparenza rilevante solo per le diplomazie internazionali, in realtà ha un forte impatto per gli imprenditori, che hanno in essere rapporti commerciali o che hanno trattative con controparti russe.
Onestamente per gli imprenditori italiani non è facile comprendere bene l’entità di tali sanzioni e di come comportarsi e districarsi.

Le principali sanzioni

A partire dal 31 luglio 2014 (Decisione 2014/512/PESC del Consiglio, Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio) numerose sono state le sanzioni applicate dall’Unione Europea. Riportiamo una lista dei più rilevanti regolamenti:

  • Regolamento (UE) n. 833/2014 del Consiglio del 31 luglio 2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina;
  • Regolamento (UE) n. 960/2014 del Consiglio dell'8 settembre 2014 che modifica il Regolamento (UE) n. 833/2014 concernente misure restrittive in considerazione di azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina;
  • Regolamento (UE) n. 1290/2014 del Consiglio del 4 dicembre 2014 che modifica il regolamento (UE) n. 833/2014, concernente misure restrittive in considerazione delle azioni della Russia che destabilizzano la situazione in Ucraina e che modifica il Regolamento (UE) n. 960/2014, che a sua volta modifica il Regolamento (UE) n. 833/2014;
  • Regolamento (UE) n. 1351/2014 del Consiglio del 18 dicembre 2014 che modifica il Regolamento (UE) n. 692/2014 concernente misure restrittive in risposta all'annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli; 
  • Da ultimo si evidenzia che il 9 febbraio 2015 i ministri degli Esteri Ue hanno approvato nuove sanzioni contro la Russia le quali, salvo auspicabile accordo, saranno operative dai prossimi giorni.

Con riferimento alle misure riguardanti la movimentazione transfrontaliera delle merci (entrata, uscita, transito rispetto al territorio doganale UE) ed eventuali servizi connessi, le misure restrittive UE distinguono, come da nota n. 128188/RU del 12 novembre dell’Agenzia delle Dogane, tra:

Sanzioni soggettive

Sono tali le misure concernenti determinati soggetti/enti, espressamente individuati in elenchi in allegato ai Regolamenti UE e periodicamente aggiornati. Nei confronti di tali soggetti le sanzioni sono indipendenti dalla tipologia di merce. Ciò significa che da/verso tali soggetti/enti le misure restrittive, in particolare il divieto di cessione di qualunque risorsa economica, riguardano qualunque tipo di beni.

Misure restrittive a carattere oggettivo

Sono tali le misure concernenti determinate merci, espressamente elencate in allegato ai Regolamenti UE ovvero identificate in via generale nell’articolato (ad esempio le merci originarie della Crimea oppure armi ed armamenti). Nei confronti di tali merci si possono avere:

  • misure dirette (ad es. il divieto di importazione per le merci originarie della Crimea)
  • oppure peculiari attività di controllo (assoggettamento ad autorizzazione preventiva all’operazione commerciale e/o a determinate operazioni di natura finanziaria connesse, ad es. per le armi/armamenti) delle Autorità nazionali preposte.

In entrambi i casi, le misure sono indipendenti ed autonome rispetto ai soggetti coinvolti nell’operazione commerciale. Ne segue che, per tali merci, la misura del divieto o l’autorizzazione preventiva è sempre prevista, a prescindere dai venditori/compratori/intermediari che intervengono nell’operazione.

Misure restrittive a carattere simultaneamente soggettivo ed oggettivo

Sono considerate tali le misure concernenti determinati soggetti (persone fisiche, persone giuridiche ed enti pubblici), espressamente elencati in allegato ai regolamenti UE, nei confronti dei quali le misure riguardano soltanto talune tipologie di merci, anch’esse individuate nell’ambito dei regolamenti, ad esempio il divieto di esportazione di beni elencati nell’allegato I del Reg CE 428/09  e ss. (dual use) nei confronti dei soggetti elencati nell’allegato IV del Reg UE 833/20143 e ss. Ciò significa che da/verso tali soggetti/enti le misure restrittive riguardano esclusivamente i beni previsti dalla misura in argomento e non la totalità.

Sanzioni e controsanzioni

E’ vietato esportare qualsiasi tipo di bene destinato o che possa comunque entrare nella disponibilità, anche temporanea, dei soggetti elencati negli allegati I dei Regg. UE 208/2014 e 269/2014 e seguenti. A tale proposito l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, tramite un avviso pubblicato il 12 settembre 2014, ha indicato che l’eventuale invio di beni a soggetti/entità destinatarie delle misure restrittive espone l’operatore a pesanti sanzioni, pari ad un importo che va da metà al doppio del valore della transazione commerciale. (Per maggiori dettagli si invitano i lettori ad analizzare la nota n. 128188/RU del 12 novembre dell’Agenzia delle Dogane).

In tutta risposta alle summenzionate misure restrittive, la Federazione Russa ha altresì emanato numerose contro-sanzioni che, di fatto, hanno avuto e stanno avendo pesanti ripercussioni per l’Ue ed in particolare per l’Italia. La Federazione Russa, infatti, ha messo al bando, nei bandi pubblici, la partecipazione di produttori occidentali di macchinari che si possono impiegare nell'esplorazione delle materie prime, nella manutenzione urbana e nel settore edilizio; altre contro sanzioni sono il blocco dell'import dell'agroalimentare, lo stop alla costruzione del gasdotto South Stream.

Ovviamente questa situazione, come sopra ricordato, danneggia l’export italiano visto che l’Italia è fra i principali esportatori di macchinari in Russia, oltre che di agroalimentare, prodotti di lusso etc. e l’operatore deve avere una visione diacronica delle misure restrittive, distinguendo tra le sanzioni UE contro la Russia e le sanzioni adottate dalla Russia contro la UE. Le imprese italiane possono dunque operare solo verificando i loro contratti ed identificando gli spazi lasciati aperti dai divieti incrociati.

Certamente in questa fase molto delicata tutti gli operatori economici coinvolti auspicano una maggiore collaborazione economica tra l’Italia e la Russia e la UE e la Russia. Ma questa è una considerazione che va al di là delle possibilità di incidere per le nostre imprese esportatrici.


Giuseppe De Marinis