Importazioni e sanzioni doganali: revisione dell'articolo 303 del TULD

L’art. 303 del TULD (DPR 43 del 23/01/1973) regola le sanzioni applicate alle irregolarità doganali commesse dall’operatore in buona fede al momento della presentazione delle merci in dogana per l’importazione. L’art. 11 comma 4 del Dl n. 16/2012 sulle semplificazioni fiscali ha introdotto delle novità.

La riforma ha mantenuto inalterato il comma 1 salvo quanto riguarda la inesatta indicazione del valore che, se comporta una rideterminazione dell’imposta accertata, viene punita con la sanzione prevista dal comma 3 e non da quella prevista dal comma 1.

Infatti, il comma 1 ora sanziona la difforme dichiarazione di qualità quantità e valore con la pena pecuniaria da € 103 ad € 516; tuttavia quando l’inesatta indicazione del valore abbia comportato la rideterminazione dei diritti di confine e quando la differenza tra i diritti dichiarati e accertati superi il 5%, si applicano le sanzioni indicate nel comma 3.

Il comma 2, che indica talune esimenti, è rimasto pressoché inalterato, mentre il comma 3 è stato rivoluzionato dal Decreto Legge. Infatti da un sistema rigido e proporzionale, che prevedeva l’applicazione di una sanzione da uno a dieci volte i diritti evasi, si è passati ad un sistema, pur sempre rigido, ma a scaglioni.

Ora violazioni di modico valore possono comportare sanzioni con importi decisamente più elevati rispetto a quelli che sarebbero stati applicati con il vecchio regime.

Nuova formulazione del terzo comma Art. 303

Se i diritti di confine complessivamente dovuti secondo l'accertamento sono maggiori di quelli calcolati in base alla dichiarazione e la differenza dei diritti supera il 5%, la sanzione amministrativa, qualora il fatto non costituisca più grave reato, è applicata come segue:

  • per diritti fino a 500 euro si applica la sanzione amministrativa da 103 a 500 euro (sanzione inferiore a quella previgente)
  • per i diritti da 500,1 a 1.000 euro, si applica la sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro (sanzione decisamente aumentata rispetto alla formulazione precedente)
  • per i diritti da 1000,1 a 2.000 euro, si applica la sanzione amministrativa da 5.000 a 15.000 euro (sanzione decisamente aumentata)
  • per i diritti da 2.000,1 a 3.999,99 euro, si applica la sanzione amministrativa da 15.000 a 30.000 euro (la sanzione aumenta in maniera esponenziale: un operatore che non avesse versato l’imposta pari a € 2.000,10 prima della riforma era punito con una sanzione da uno a dieci volte l’imposta “evasa” - quindi da 2.000,10 a 20.001,00 - mentre ora subisce una sanzione da € 15.000,00 a € 30.000,00)
  • oltre i 4.000 euro, si applica la sanzione amministrativa da 30.000 euro a dieci volte l'importo dei diritti (quest’ultima fattispecie sanzionatoria è quella che, nella nuova formulazione, crea maggiori perplessità).

Bisogna considerare che, ai sensi dell’impianto normativo relativo alle sanzioni tributarie, e da quanto risulta dalla prassi dell’Agenzia, la sanzione applicata è costantemente quella prevista dal minimo edittale: pertanto, si comprende subito che vi sia identità di trattamento per qualsiasi violazione che abbia portato ad accertare, all’Ufficio Doganale, un’imposta, non versata, superiore ad € 4.000,00. La sanzione risulterebbe, quindi, identica, ossia pari a € 30.000,00, sia se la differenza tra accertato e dovuto sia pari ad € 4.000,00 sia se tale differenzia sia pari ad € 1.000.000,00, comportando un evidente disparità sostanziale di trattamento tra le operazioni doganali.

Assume notevole importanza altresì l’eliminazione dell’esimente prevista dalla versione previgente dell’art. 303 comma 3 del TULD. Secondo tale esimente, infatti, qualora la variazione tra i diritti di confine dovuti a seguito dell’accertamento e quelli calcolati in base alla dichiarazione dipendeva “da errori di calcolo, di conversione della valuta estera o di trascrizione commessi in buona fede nella compilazione della dichiarazione, ovvero è dovuta a inesatta indicazione del valore sempreché il dichiarante abbia fornito tutti gli elementi necessari per l’accertamento del valore stesso”, si applicava una sanzione amministrativa ridotta, pari ad una misura variabile tra il decimo e l’intero ammontare della differenza stessa. Orbene, venendo meno tale esimente, vengono parificate le violazioni “formali”, facilmente desumibili dall’Ufficio Doganale anche mediante lettura della sola bolletta doganale, e quelle sostanziali, accertabili dall’Ufficio solo a seguito di verifica approfondita delle merci o dei documenti accompagnatori.

Bisogna precisare che si tratta di un Decreto Legge che, in fase di conversione, potrebbe subire delle modifiche da parte del Parlamento; allo stato attuale il Senato, nonostante le varie proposte di emendamento avanzate da esponenti di tutte le parti politiche, ha approvato il testo, modificato dal maxiemendamento del governo che ha effettuato solo delle modifiche formali lasciando inalterata la sostanza della riforma normativa. Visti i tempi ristretti per l’approvazione del decreto legge (60 giorni dall’emanazione) risulta improbabile che la Camera dei Deputati potrà apportare modifiche al testo licenziato dal Senato.

Comunque per la sua natura, la norma prevista dal nuovo art. 303 del TULD è applicabile dalla data di promulgazione del Decreto Legge 16/2012 (2 marzo 2012).

Andrea Toscano, Pier Paolo Ghetti, Enrico Calcagnile
Esperti di Regole e problematiche doganali e Made in