Produttori veneti supporteranno rilancio vitivinicolo moldavo

La Moldova era il principale produttore di vino dell’impero zarista e dell’ex Urss. Ora cerca di migliorare la qualità dei sui vini anche grazie a un finanziamento BEI.

Il Ministero dell'Agricoltura della Moldova ha siglato un accordo di collaborazione nel settore viti-vinicolo con un consorzio di imprenditori veneti che hanno formato appositamente un’associazione senza scopo di lucro (Sviluppo Culturale e Promozione Italianità).

La Moldova è uno dei maggiori produttori vitivinicoli dell’Europa orientale, con caratteristiche paragonabili a quella delle Borgogna e del Veneto e una tradizione nel settore che risale all’antichità (i vini dell’antica Dacia).

Le aree coltivate a vigneto ammontano a circa 150mila ettari di cui 50mila genericamente dedicati al consumo locale il resto a produzioni commerciali. Sono concentrate in quattro diverse regioni:

  • le zone pianeggianti di Balti nel nord
  • quella collinosa di Codru (regione centrale) con le denominazioni più pregiate (Milestii Mici, Cricova, Cojusna)
  • Cahul nel sud conosciuta soprattutto per il Merlot
  • Nistreana nel sud-est al confine con l’Ucraina (denominazioni più conosciute: Purcari e Tedora).

Si calcola che il settore vitivinicolo copra una quota pari al 18% - 20% del PIL e al 28 -30 per cento delle esportazioni della Moldova e che occupi il 27% della forza lavoro. La produzione è valutata in 200 - 300 milioni di bottiglie di vino all’anno in aggiunta a 20 milioni di bottiglie di spumanti e 4milioni di litri di brandy. Il 95% è esportato.

Una delle particolarità del Paese è rappresentata da due immensi centri di stoccaggio sotterranei situati in grotte calcaree a notevole profondità (dai 30 ai 150 metri) localizzate a Cricova (100 chilometri di percorso sotterraneo con spazi dedicati soprattutto agli spumanti) Milestii-Mici (50 chilometri) e Branesti con una capacità di stoccaggio pari 1 milione di ettolitri.

Sono undici le denominazioni riconosciute dalla Ue dei vini Moldavi: Purcari, Romanesti, Stauceni, Siscani, Cahul, Rezeni, Taraclia, Ungheni, Codru, Vulcanesti, Comrat.

Sono vini bianchi e rossi prodotti da uve Chardonnay, Pinot (nero bianco e grigio), Cabernet Sauvignon, Merlot, Aligoté, Moscato (Ottonel), Pinot (blanc, gris), Chardonnay, Sauvignon, Feteasca, Traminer, Riesling, Silvaner, Cahor, Sacrari, Rara Neagra.

A partire dal 2006 il settore ha sofferto pesantemente a causa di un crescente numero di ostacoli alla commercializzazione di vino moldavo imposti dalla Russia, principale mercato di sbocco (52,8% dell’export totale di quell’anno che sale all’85,2% con aggiunta di Ucraina, Bielorussia e altri Paesi CSI) dove i vini della Moldova sono importati sia imbottigliati che sotto forma sfusa.

La conseguenza è stata un calo della produzione dai 240 milioni di litri del 2005 a 140 milioni del 2006 e delle esportazioni da 313 a 138 milioni di euro con conseguente fallimento di numerosi viticoltori e case vinicole che avevano investito nella modernizzazione della loro attività.

Successivamente l’Unione Europea (13,9% dell’export di vino della Moldova) ha aperto una quota di importazione da questo Paese, in esenzione di dazio, pari a 10 milioni di litri. Ma soprattutto, nel novembre 2010, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha concordato con il Governo di Chisinau, uno specifico piano di sviluppo per il rilancio del settore (Moldova Wine-Growing and Wine-Making Sector Restructuring Program) che potrà beneficiare di un prestito di 75 milioni euro.

Il finanziamento BEI ha l’obiettivo di portare il Paese a produrre vini di qualità, in grado di acquisire una denominazione di origine riconosciuta sui mercati internazionali, promuovere l'applicazione di moderni sistemi di management, allineare la normativa della Moldova a quella dei Paesi dell'Unione Europea.

I fondi potranno essere spesi lungo tutta la filiera: dai vivai, alle attività di produzione e imbottigliamento, ai controlli di qualità. I finanziamenti saranno erogati su 12 anni, con tre anni di grazia, al tasso annuo del 3% a favore del Ministero delle Finanze della Moldova, che a sua volta erogherà, tramite banche locali, prestiti su 10 anni a un tasso pari al 5,5%, per un ammontare unitario che potrà variare da 25mila euro a 2 milioni di euro a favore dei singoli coltivatori e fino a 5 milioni a favore dei singoli produttori di vino. I prestiti non potranno essere utilizzati per ripianare debiti esistenti, ma dovranno essere utilizzati per nuovi investimenti.

La gestione tecnica sarà affidata a un’Unità di supervisione costituita presso il Ministero dell’Agricoltura della Moldova da esperti europei. L’Unità potrà beneficiare anche di un’iniziativa a dono della cooperazione italiana, che sarà versata in tranches semestrali per promuoverne e sostenerne l'attività. In questo contesto si inserisce anche l'accordo con la neocostituita Sviluppo Culturale e Promozione Italianità.

In collaborazione con Diplomazia economica italiana