Tribunale società con sede all'estero: nuova competenza per le Sezioni Specializzate in materia di impresa

La Legge 21 febbraio 2014, n. 9 ha attribuito una competenza esclusiva a determinate Sezioni Specializzate in materia di impresa in caso di controversie in cui sia parte una società straniera per questioni relative a proprietà industriale, diritto d’autore, diritto antitrust e diritto societario (escluse le società di persone).

Già nell'ambito del decreto «del fare», il Governo, per aumentare la competitività del nostro sistema giudiziario e contribuire ad attrarre investimenti dall'estero, aveva proposto di assorbire nei tribunali di Milano, Roma e Napoli tutte le cause che avessero come parte una società senza stabile organizzazione in Italia. Tale proposta però venne, fortunatamente, accantonata nel corso del cammino parlamentare, considerato peraltro che alcuni di quei fori presentano patologiche disfunzioni e lentezze nella gestione dei processi.

Il D. Lgs. 168/2003, come è noto, ha istituito presso i tribunali e le corti d’appello di Ancona, Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Catanzaro, Firenze, Genova, L’Aquila, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Roma, Torino, Trento, Trieste, Venezia Sezioni specializzate in materia di impresa; si precisa inoltre che il Decreto Destinazione Italia ha aggiunto altresì la sezione specializzata in materia di impresa del tribunale e della corte di appello (sezione distaccata) di Bolzano.

Le predette Sezioni specializzate in materia di impresa sono inderogabilmente competenti a conoscere le questioni in materia di proprietà industriale, diritto d’autore, diritto antitrust, appalti pubblici e diritto societario (escluse le liti relative a società di persone). La competenza territoriale è inderogabile ed attrae anche le cause connesse a quelle precedenti.

Nuova competenza territoriale

Il decreto Destinazione Italia ha introdotto un nuovo comma 1-bis all’articolo 4 del D. Lgs. 168/2003 prevedendo che le questioni in materia di proprietà industriale, diritto d’autore, diritto antitrust, appalti pubblici e diritto societario (escluse le società di persone), nelle quali sia parte una società con sede all’estero o società estere aventi sedi secondarie con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato, siano riservate esclusivamente alle seguenti undici Sezioni specializzate in materia di impresa:

  1. Bari per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bari, Lecce, Taranto (sezione distaccata), Potenza
  2. Cagliari per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Cagliari e Sassari (sezione distaccata)
  3. Catania per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Messina, Palermo, Reggio Calabria
  4. Genova per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bologna, Genova
  5. Milano per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Milano
  6. Napoli per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d'appello di Campobasso, Napoli, Salerno
  7. Roma per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Firenze, L'Aquila, Perugia, Roma
  8. Torino per gli uffici giudiziari ricompresi nel distretto di Torino
  9. Venezia per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Trento, Bolzano (sezione distaccata), Trieste, Venezia
  10. Trento per gli uffici giudiziari ricompresi nel distretto di Trento
  11. Bolzano per gli uffici giudiziari ricompresi nel territorio di competenza di Bolzano, sezione distaccata della corte di appello di Trento.

La nuova competenza territoriale si applica a tutti i giudizi civili instaurati dal 22 febbraio 2014.

Esemplificando, se un’impresa deve promuovere una causa in materia di antitrust contro una società straniera avente sede secondaria a Firenze, sarà competente non il tribunale delle imprese di Firenze, bensì quello di Roma, poiché la sezione specializzata in materia di impresa di Roma, assorbe anche il territorio di Firenze.

La principale conseguenza derivante dall’introduzione di siffatte disposizioni normative è pertanto una riduzione a undici degli uffici giudiziari competenti a trattare delle controversie in materia di proprietà industriale, diritto d’autore, diritto antitrust e diritto societario allorquando sia parte una società estera rispetto a quanto previsto dall’art. 1 del D. Lgs. 168/2003.

Scendendo ad esaminare più nel dettaglio la disposizione introdotta, risulta che la regola della competenza speciale trova applicazione:

  • sia quando la società estera è attrice, cioè sia il soggetto che da impulso al processo
  • sia quando essa è convenuta, cioè citata in giudizio, stante il fatto che il nuovo comma 1-bis, utilizzando il termine «parte», non opera alcun discrimine in tal senso.

La novella specifica inoltre che la competenza speciale non è derogata neppure in caso di giudizio instaurato nei confronti di più parti, cioè nel caso di più convenuti.

Pertanto, se le altre parti convenute in giudizio unitamente alla società con sede all’estero sono di nazionalità italiana, prevarrà comunque la competenza inderogabile individuata dal novellato articolo 4, comma 1-bis, D. Lgs. 168/2003.

Non è chiaro, invece, cosa succeda nel caso opposto in cui vi siano più attori, fra i quali una o più società con sede all’estero. Tuttavia, stante la specialità della nuova norma si potrebbe ragionevolmente tendere per una sua prevalenza anche sotto questo profilo, ossia per la competenza inderogabile delle Sezioni specializzate in materia di impresa, altresì in caso di più attori.

Nulla viene detto, nemmeno, nel caso in cui la società estera venga chiamata in causa come terzo o voglia intervenire volontariamente nel processo.

Conclusioni

Alla luce della modifica legislativa sommariamente descritta, appare necessario che le imprese italiane che hanno rapporti con società con sede all’estero o aventi sedi secondarie con rappresentanza stabile nel territorio dello Stato italiano valutino attentamente le clausole dei contratti che vanno a stipulare, al fine di decidere se prevedere – in sostituzione del classico rinvio al tribunale competente, che potrebbe implicare costi aggiuntivi per via dello spostamento presso un tribunale diverso – l’adozione di una clausola arbitrale; in questo caso, infatti, l’impresa è libera di indicare come sede dell’arbitrato il luogo che ritenga preferibile, così garantendosi un efficace ed effettivo accesso alla giustizia.

Avv. Prof. Stefano Cerrato e Avv. Nicolò Maggiora